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SEX

Torniamo ad occuparci di cinema.
L'argomento di oggi è il sesso.
Nei film ci sono alcuni punti fermi che non cambiano mai: se nel cast ci sono un protagonista maschile e una bella protagonista femminile sappiamo che questi finiranno inevitabilmente per fare sesso. Le uniche eccezioni sono per alcuni action movie, nei quali non c'è tempo per consumare il rapporto, e per le commedie nelle quali si allude solamente.

Detto questo possiamo analizzare alcuni particolari ricorrenti:

  • una donna che fa la sciocca ci sta sempre (ma sarà sempre e comunque la sua prima volta... e lui quindi "ci andrà piano");
  • i preliminari si limitano a un bacio intenso poi, tempo di cambiare inquadratura, ci si ritrova già a letto;
  • non esistono malattie sessualmente trasmissibili e quindi non esistono protezioni;
  • le possibilità di concepimento sono circa di 1 su 1milione, nonostante questo nessun rapporto salta mai per colpa di un ciclo mestruale;
  • le posizioni sessuali sono 2/3;
  • i due partners sono sempre affiatati, in buona forma, puliti, profumati (non se ne ha la certezza assoluta, ma non si intravedono mai smorfie) e in ordine prima ma sopratutto dopo il rapporto;- se due persone vanno a letto nude si sveglieranno vestite, la donna con la camicia del suo partner per la precisione;
  • l'orgasmo è sempre simultaneo;- dopo aver consumato un rapporto (che è sempre soddisfacente, memorabile e passionale) lei diventa incredibilmente pudica e si copre il seno con le lenzuola;
  • un rapporto soddisfacente può anche essere di 15/20 secondi;
  • la sveltina non è contemplata, un rapporto porta sempre all'amore eterno;
  • dopo il rapporto (ma anche prima) non si va mai in bagno, se non per farsi la doccia;- la mattina seguente non esistono vie di mezzo, o lui fugge a gambe levate prima che lei si svegli, oppure non ha niente da fare e passa la mattina a lodare la sua prestazione (mentre lei annuisce con la camicia di lui addosso appunto)


LA RESA DEI CONTI


Il fatto che oggi analizziamo questo cliché probabilmente deve farmi preoccupare perché probabilmente i miei argomenti cominciano a scarseggiare. Questo infatti è probabilmente uno dei cliché più scontati che ci siano. Ma essendo un cliché più è scontato e meglio è no?

Iniziamo col punto cruciale: la discussione finale tra il buono e il cattivo.
Il cattivo e solitamente un egocentrico con ambizioni quantomeno spropositate, come abbiamo già detto in altri post, le sue mire non sono certo un buon lavoro e una bella famiglia, ma piuttosto la conquista del mondo o cose del genere. A volte mi chiedo cosa pensano di fare questi cattivi una volta a capo del mondo...
Essendo appunto un egocentrico esagerato, quando si sente al sicuro, il cattivo ama esporre nei dettagli il proprio piano fino a quel momento e i suoi prossimi progetti dopo l'eliminazione del suo avversario (che non avverrà ovviamente), questa procedura ha alcuni punti fermi, che sono l'esaltarsi e quindi il distrarsi e abbassare la guardia. Questi punti danno al "buono" una certa intimità per potere fare le proprie cose in santa pace, come slegarsi, rubare l'arma lasciata in un punto ben visibile dal cattivo durante le sue lodi a se stesso; cosi facendo causerà la propria fine.
Ma non solo! Cosi facendo si esporrà a una potenziale registrazione vocale o a essere ascoltato da un testimone che lo incastrerà, nonchè aiuterà il buono a sventare il pericolo futuro.

Parentesi doverosa: talvolta può accadere anche la situazione inversa, ossia il cattivo in trappola che ascolta il racconto del buono. Ma in questo caso il vanitoso narratore non si dovrà pentire in futuro per avere svelato i suoi piani futuri e passati.

Altri particolari di questi cliché è il modo in cui vengono immobilizzati i prigionieri:
-legati come salami con corde lunghissime,
-bocca tappata con un fazzoletto tra i denti, che non impedisce di urlare,
-nastro americano,
-manette che si aprono con qualsiasi oggetto acuminato.

Infine l'ultima situazione più classica è il momento successivo alla liberazione e conseguente contrattacco del buono che vi illustro con un grafico:







LO SFIGATO E LA FIGONA


Continuando il filone delle storie d'amore nel cinema, proseguiamo con quello che invece è il rapporto tra il protagonista e la protagonista nei restanti film, specialmente nelle commedie e nei film che cercano di trasmettere una forte morale anti-materialista... per dirla in altre parole: se i programmi di Maria De Filippi fossero una malattia questi film vorrebbero essere l'antidoto, ma se si analizza la loro provenienza (Hollywood) sarebbe come dire che l'antidoto te lo da la regina cattiva di Biancaneve.

E infatti la prima cosa che salta all'occhio è che il/la protagonista (a differenza degli action movie qui c'è una simil-parità dei sessi, se escludi Ben Stiller, Owen Wilson, Leonardo Pieraccioni e Adam Sendler) SEMBRA brutto/a, ma alla fine tutto sommato, se togli occhiali, apparecchio, acconciatura da sfigato/a, vestiti ridicoli etc..., un pensierino ce lo si potrebbe anche fare... e quindi materialismo win, dopo un film intero a menarla sulla bellezza interiore, basta un "restauro" et voilà... Altra classica caratteristica, oltre alla simpatia, è l'essere totalmente immaturo per il 99% del film, per poi essere adulto e responsabile nel momento topico in cui c'è la dichiarazione d'amore.
Altra variante può essere la caratteristica di essere "sfigato/a", con la stessa modalità dell'essere immaturo: per il 99% del film.
E... mmm... no sul serio non mi viene in mente altro... mmm... bè forse perchè questo filone di film si riduce in definitiva a questo.

IL BULLO E LA PUPA


Salve a tutti Clichettari... avete fatto delle belle vacanze stereotipate? Che ne so: i bolognesi sono andati a Pinarella di Cervia a prendere in giro l'abbigliamento dei tedeschi e a provare a portare in giro le tedesche?
Gli studenti sono tornati nelle rispettive terre del sud, tornando ingrassati e con le valigie piene di cibi di mammà?
Come vi avevo forse accennato io ho avuto la fortuna di riuscire a fare una vacanza in California, terrà di clichè, e quindi sono tornato per ispirato e con molti clichè appresi e altri confermati.

Ma torniamo a noi.

Quello che andiamo ad analizzare oggi è un clichè cinematografico molto diffuso specialmente negli action-movies, che brulicano di clichè come brulica di germi il letto di un motel nel quale si rifugia l'eroe in fuga e la sua pupa... ehm no mi fermo sennò anticipo l'argomento.
Il clichè di oggi è il rapporto tra il protagonista e la protagonista, nella fattispecie, di un action-movie.

 Il film d'azione raramente inizia con una coppia già sposata o fidanzata (e se è cosi lei morirà causando l'ira e la vendetta del marito) più probabile che rapporto tra i due nasca durante il film e "casualmente", cioè tassativamente non su una chat o in parrocchia o alla coop, mentre più gettonato è un locale cool mentre lui è in missione e lei o sarà in missione anche lei o sarà la vittima da salvare;

-nel primo caso, ossia se lei sarà in  missione, la sua personalità sarà quella della dura, ma si dimostrerà tenera e fragile durante il proseguo del film,
-nel secondo caso, se sarà la vittima, si dimostrerà inizialmente indifesa ma poi orgogliosa e forte per il resto del film.

Il primo incontro tra i due sarà come si conviene un vero e proprio scontro, ma non come succedeva in Kiss me Lycia, bensì con lui che fa il grosso e lei che lo snobba, ma più lei lo snobberà e più lui non mollerà e minore sarà il tempo che passerà prima che finiscano a letto.
Solitamente in tutti i film, quando un "buono" e una "buona" litigano, infatti, le possibilità che dopo si possano odiare seriamente sono vicine allo zero, mentre più probabile è la conseguente indifferenza o quasi certa è la nascita di un amore.
Ovviamente (James Bond a parte) l'more che ne scaturirà sarà eterno dopo il primo rapporto, che avviene al massimo dopo due giorni che si conoscono.
Psicologicamente ci può anche stare, viste tutte le avventure che passeranno o hanno passato saranno fragili e bisognosi di affetto.
Insomma possiamo dire che il classico marpione che se ne va in riviera il week end per addescare qualche pollastrella per una nottata folle nei film non esista.
Inutile dire che il bullo e la pupa non saranno mai brutti, stanchi, affetti da problemi di erezione, di ansia da prestazione, alitosi, mestruazioni, aids, impacciati quando è necessario non esserlo, etc...
In poche parole saranno delle macchine d'amore!
Altro particolare è quello (maschilismo vieni a me!) che vuole la "pupa" sempre pupa, con annessi e connessi, mentre il "bullo" può anche essere brutto, sporco, sudato, unto e avere l'età del nonno della "pupa"... tanto sarà fico lo stesso.

Continua...

CONVALESCENZE



In questo breve post pre-vacanze voglio illustrare quello che di norma succede nei film quando c'è un contuso/ferito/infortunato.

Abbiamo già parlato di quello che succede negli scontri tra bene e male e della diversità di trattamento tra buono e cattivo, ora invece parliamo di infortuni più in generale.

Tanto per iniziare, nei film, oggetti come vetrate rotte non sono pericolosi, te ne si può rompere una sulla testa e rimarrai illeso, salvo (se sei un cattivo) rimanere infilzato da una scheggia con mole pari alla tua.

Altra cosa già accennata, ma da rielencare per correttezza, è la resistenza nelle scazzottate. Infatti una serie di pugni in faccia al massimo ti creano un po di lividi, un sopracciglio/labbro rotto e un podi sangue dal naso. Cose che comunque si cureranno con un cerotto e un po di disinfettante che di norma vengono applicati dalla "bella" del film, che di rimprovera il "duro" (che diventa un bambinone per l'occasione) di non stare fermo e che se starà fermo sentirà meno male.

Poi ci sono le fasciature e le ingessature. Queste ultime in particolare solitamente servono per far si che una frattura non scomponga evitando cosi problemi ben più grossi; nei film invece queste servono solo a tentare di contenere l'esuberanza del protagonista, che alla prima scena d'azione di libererà del peso, tornando a usare l'arto come prima (dopo aver scrocchiato un po le ossa e il collo).
Quindi in sostanza la durata della convalescenza per una frattura, distorsione, etc, è sempre pari al tempo che serve per tornare in azione... mediamente 1/2 giorni.

Le pallottole sono senzienti. Quando si viene colpiti da una pallottola questa deciderà di fermarsi o "uscire senza colpire organi vitali" (con frase "qualche centimetro più in la ed eri spacciato" annessa) a seconda se la scena lo permette: se c'è un dottore e/o se la battaglia finisce dopo questa pallottola appunto. In ogni caso un protagonista che si rispetti opta spesso per la seconda delle due opzioni, mentre il suo partner meno importante ha meno chances. In questo caso il protagonista starà con lui fino alla fine, prima incoraggiandolo e convincendolo che ce la farà tamponandogli la ferita, poi promettendo di vendicarlo mentre lo abbraccia. Mentre il poverò malcapitato lo tranquillizza dicendo che è finita, che sente freddo, che non sente più niente, di dire a sua moglie che la ama e, nei film più datati, che vede una luce.

Per ora mi fermo, certo come sempre di non aver detto tutto, cosa che può servire a voi per commentare o a me per post futuri, e vi auguro buone vacanze...

FRASI


Solitamente non è usanza di questo blog pubblicare post argomentando poco o niente, ma questo è un caso particolare.
In questo post "parliamo" di frasi celebri che solitamente sentiamo solo nei film, frasi che sono probabilmente frutto della difficoltà nel tradurre i detti americani in italiano, d'altronde provate ad andare da un tabaccaio che non conoscete e chiedere "ehi amico, un pacchetto di Red Apple" e vedete che faccia farà lui. 
Quindi come dicevo l'argomento sono le frasi, nell'illustrazione ne trovate già alcune tra le più celebri, ma vi invito a commentare scrivendo quelle che ovviamente mi sono dimenticato...

Comincio io: "Sono troppo vecchio per queste stronzate!"


AUTOMOBILI parte 2


Gli inseguimenti sono un altro capitolo molto intrigato.
La prima cosa che mi viene in mente (e che è raffigurata) è l'impossibilità di sfuggire a qualsiasi mezzo stia inseguendo. Spesso e volentieri vediamo dei giganteschi tir raggiungere delle moto, dei furgoni raggiungere delle auto sportive, oppure delle station wagon (con la fiancata color legno) raggiungere delle berline messe meglio a cavalli...
Quando questo avviene c'è la doppia possibilità: lo speronamento o l'affiancamento. Nel primo caso il contraccolpo subito dall'inseguito sarà molto forte, nonostante calcolando la differenza tra le due velocità non dovrebbe esserlo, mentre l'inseguitore non solo non lo subirà, ma non rallenterà neanche di un chilometro. In caso di affiancamento si aprono diversi orrizzonti, che possono essere la sportellata intimidatoria, seguita da sportellata maggiormente intimidatoria e infine la sportellata "deragliatrice" che butterà fuori strada (solitamente) il protagonista; nei casi in cui l'inseguitore sia audace potrà avvenire anche la scena epica in cui viene richiesto al passeggero di "tenere il volante" mentre l'autista fa cose semplici come lanciarsi sull'auto inseguita. Infine le classiche sparatorie (a vuoto) dal finestrino.

L'unica eccezione per quanto riguarda le velocità dei mezzi è rappresentata dalle auto della polizia. Ora, a meno che il protagonista stesso non sia il poliziotto (e comunque anche se lo fosse raramente userà l'auto di servizio, ma opterà per una sportiva di proprietà sua o del collega), l'auto della polizia non raggiungerà mai quella dell'inseguito. Nonostante spesso non sia sola, anzi spesso succede che le auto siano molte, ma con l'aumentare delle auto aumentano solo gli incidenti lungo la loro strada.

Altro classico durante gli inseguimenti è il passaggio al semaforo, questo diventa sempre rosso all'ultimo momento, cosa che però non frena la foga dell'inseguito che riuscirà a passare illeso, anche passando sotto il rimorchio di un camion, mentre invece l'inseguitore, nella migliore delle ipotesi causerà un pluri-incidente tra le varie macchine con la precedenza, mentre nella peggiore rimarrà vittima dell'incidente stesso.

AUTOMOBILI parte 1


Il modo in cui gli Holliwoodiani affrontano l'argomento automobili nei film è riassumibile in una parola: esagerato.

Nella raffigurazione in alto trovate riassunto il cliché massimo sull'argomento: ossia che se un "buono" è alla guida sarà in grado di affrontare ogni peripezia, se sarà invece un "cattivo" potrà bastare anche un incidente contro una mosca per far esplodere l'auto.

Ma l'argomento non si conclude certamente qui.
Partiamo dalla partenza, un auto che parte produrrà il classico fischio delle gomme, anche se parte moderatamente; proseguiamo con la sterzata che sarà sempre esagerata rispetto alla realtà, sia per violenza, sia per angolo di sterzata.
Saltiamo all'argomento salti che sono errati sia per quanto riguarda la forza di gravità (l'auto che si lancia tende sempre a tenere il muso verso l'alto durante la parabola ascendente e ad abbassarlo quanto basta durante la parabola discendente), sia per quanto riguarda la resistenza dell'auto (potrebbero far si che perda almeno il parafango o che si sfondi la coppa dell'olio? Io l'ho sfondata con molto meno!).

Continua...

SCONTRI parte 2


  • La resistenza fisica del protagonista quasi infinita, che può sopportare ferite d'arma da fuoco cosi come scazzottate lunghe quanto ere geologiche e come unica conseguenza non avrà mai ossa rotte ma al massimo... il fiatone.
  • La resistenza fisica degli antagonisti (solitamente gli scagnozzi, non il boss), pressoché nulla, se vengono colpiti da un proiettile in una mano o da un pugno in faccia cadono a terra morti.
  • Un leggero colpo alla nuca induce svenimento, mai traumi seri, mentre una delle suddette scazzottate non fa mai perdere i sensi.
  • Sparare alla cieca da dietro una colonna gridando da sempre i suoi frutti distogliendo l'attenzione del nemico. 
  • Compiere evoluzioni aeree sparando non pregiudica minimamente la mira di chi le compie ma disorienta inspiegabilmente il nemico.
  • I vetri infranti non sono in nessun modo pericolosi, sia durante le esplosioni, sia quando si rompe (impossibile) un parabrezza con un pugno, sia quando si fa irruzione in un'abitazione (altro cliché).
  • Un calcio basta a sfondare una porta.
  • Fa sicuramente più fico combattere a mani nude pur avendo delle armi a disposizione, l'unico ad accorgersi di questa minchiata è il "cattivo", ma solo quando comincia a soccombere.
  • Il concetto di esplosione è leggermente distorto, tuffandosi si riesce a raggiungere la velocità dell'esplosione stessa, che ha una precisa linea di demarcazione, oltre la quale non ci si brucia neanche le sopracciglia.
  • Se l'auto è in corsa può bastare un proiettile a farla esplodere (super mega maxi cliché maximo) ma se è ferma è un ottimo riparo da qualsiasi oggetto o esplosione, cosi come un tavolo di legno.
  • Mentire durante una tortura per temporeggiare è sconsigliato, meglio provocare l'ira del torturatore.
  • I pantaloni sono indistruttibili, invece tutti gli altri indumenti si strappano e/o si bruciano facilmente.
  • Le incredibili attitudini. Mediamente il protagonista sa fare tutto quello che è necessario alla situazione: guidare, pilotare, sparare, fare sesso, reggere l'alcol, mostrarsi duro, romantico, tenero e simpatico.
  • La soglia massima di sopportazione è netta, infatti fino a un istante prima al fatidico "colpo di grazia", dopo un estenuante combattimento, lo stato psico-fisico è pressoché perfetto.
E cosi, certo di aver sicuramente dimenticato qualche punto, sarebbe impossibile ricordarli tutti, lascio a voi l'ardua sentenza...

SCONTRI parte 1


Dopo aver iniziato e ancora non concluso il discorso sulle armi, sulle impugnature e quant'altro inerente alle armi, eccoci ad affrontare lo spinoso tema delle sparatorie e della diversità di trattamento tra i "buoni" e i "cattivi"; uno dei più grandi cliché cinematografici di sempre.
Non che questa sia l'unica situazione nella quale si riserva un trattamento diverso buono/cattivo, ma cominciamo da qui...

Durante gli action movies che si rispettino, le sparatorie o le scazzottate di rilievo sono sempre 2/3, una epica finale, una sobria a metà film e un jolly a volte a inizio film, quest'ultima solitamente è già in corso quando inizia il film e serve, tra le varie cose, a dimostrare di che pasta è fatto il protagonista.

Detto questo andiamo ad analizzare i punti cardine delle sparatorie:
  • L'infallibilità del protagonista, che se ha una pistola con 10 proiettili mediamente ucciderà 11 persone (vedi post "pistole") colpendole in punti vitali, da qualsiasi distanza e in qualsiasi postura esso si trovi, anche sparando a caso.
  • La fallibilità del/degli antagonista/i, che se anche sono 10, con 10 pistole con 10 proiettili non saranno in grado di mettere KO 1 solo uomo, al massimo riescono a colpirlo di striscio, ergo come se niente fosse (vedi immagine).
  • La demolizione indiscriminata di qualsiasi cosa sia nei paraggi, da sempre i più parsimoniosi si chiedono se tutti i danni che vengono causati saranno mai coperti da una assicurazione o se centinaia di persone si troveranno il giorno dopo a chiedere finanziamenti in banca per le riparazioni. Per non parlare poi delle vittime innocenti. La parodia per eccellenza di questo punto avviene nell'episodio della serie "Family Guy" nel quale Peter Griffin lotta con un pollo gigante.
  • Il finale. Comunque vada, in ogni caso la battaglia si concluderà sempre con il faccia a faccia tra il bene e il male, dove quest'ultimo avrà il coltello dalla parte del manico...e poi inizieranno tutta una serie di cliché non inerenti con questo post.
  • La totale inutilità del supporto al protagonista (o al massimo ai due protagonisti), che sia solo o accompagnato da un esercito non ci saranno differenze per lui nello sconfiggere i nemici, per quanti essi siano.
  • Il numero spropositato di proiettili. Nel film "La leggenda degli uomini straordinari" il buon Allan Quatermain fa un cazziatone a Tom Sawyer dicendo che gli americani sono sempre esagerati, basta un colpo prendendo bene la mira piuttosto che scaricare caricatori interi.
  • Gli EX (marines, rangers, agenti, etc etc) sono sempre meglio degli agenti attualmente in servizio.
  • La sporcizia è sexy, i "duri" dei film sono sexy quantopiù sono sporchi, unti, sudati, sanguinolenti, etc... io per esempio invece no!
Continua...

CATASTROFI


Diciamolo, i film catastrofici tirano sempre un sacco e sbancano ai botteghini, ma vale davvero la pena vederne anche solo più di uno?

Andiamo ad analizzare lo svolgimento generale, che è sempre il seguente:
  1. Problema (predetto, o notato prima di altri, dal protagonista);
  2. Scetticismo (nei confronti dal protagonista);
  3. Disastro (tutt'intorno al protagonista);
  4. Barlume di speranza (dal protagonista)
    4bis.  Vittoria - se si parla di guerre (grazie al protagonista);
  5. Lieto fine (quantomeno per il protagonista);
Precisando che nei punti dal primo al quarto se una cosa può andare storta, si certo andrà storta o peggio. Consuetudine vuole che la catastrofe mondiale o universale sia solo la cornice della storia personale e amorosa del protagonista, che è uno sfigato, un fallito, un uomo sull’orlo del baratro o del divorzio (si ho detto uomo, perché per quanto si parli di maschilismo, di donne che faticano a fare carriera, della Chiesa che snobba il ruolo biblico della donna, nonostante tutto ciò a Hollywood se ne fregano di tutto e continuano a mettere sempre l’uomo come fico anche con attori per nulla fichi e la donna, per quanto voglia anche fare la dura, da contorno) o che viene considerato pazzo, insomma un caso umano (punto 2.).
Quindi l'arrivo di una catastrofe naturale o lo sbarco di alieni belligeranti e abbastanza con la luna storta diventerà il pretesto per la rivincita sociale del protagonista, che dimostrerà a figli/ex moglie/ragazza appena conosciuta/se stesso il suo vero valore nascosto fino a quel momento.
Il protagonista è americano, come tutto il suo "staff", poi ci saranno i comprimari sbruffoni, antipatici o cacasotto che possono essere anche russi, italiani, neri, mediorientali... ma tanto moriranno entro i primi tre quarti di film; se si parla di film su catastrofi ambientati entro i confini terrestri lo svolgimento e la risoluzione è quindi in America (vedi mappa) e le altre nazioni serviranno solo per scene come:
  • avvisaglie di disastri, primi contatti col nemico/pericolo (punto 1.);
  • città distrutte, ma sempre a partire dai monumenti più famosi (punto 3.);
  • gente che prega (punto 3.);
  • bambini che guardano in tv il discorso del presidente...americano (punto 4.);
  • appoggio satellitare solitamente russo (punto 4.);
  • gente che esulta alla fine e del film (punto 4bis.);
L'altro giorno, riferendosi alla fine del mondo profetizzata dai Maya, un mio amico diceva: "fino a che non vedo crollare la Statua della Libertà sono tranquillo", e in parte è cosi. Quando arriva il momento massimo di catastrofe (punto 3.) i vari registi amano fare vedere come le seguenti costruzioni reagiscano all'avvenimento ossia crollando senza batter ciglio:
  • Tour Eiffel (è sempre presente, a testimonianza della profonda ammirazione degli americani per i francesi)
  • Big Ben
  • Colosseo/Vaticano
  • Cremlino
  • Piramidi varie
  • Statua della Libertà (che però spesso viene solo danneggiata ma resta in piedi, come baluardo)
  • Casa Bianca
  • Cristo Redentore di Rio
I film di questo genere fanno a gara a chi riesce a far innamorare di più il pubblico al protagonista e, come anche negli action movies, poco conta se muore un numero sconsiderato di persone (tra queste ci siete anche voi lettori), al pubblico deve importare solo che sopravviva il protagonista, cosa che, tranne nei film francesi e di Tarantino, succede puntualmente, mentre poliziotti e soldati, per esempio, sono carne da macello di cui frega-sega a nessuno (punto 4.).

In poche parole, nonostante in questi film si parla continuamente di audacia e sacrificio, l'unico sacrificio che non è contemplato è quello del protagonista e della sua bella.

DIO CI SALVI DAI SUPEREOI


Il cliché è verità, quindi può far male. E quanto seguirà farà male a coloro che sono cresciuti con le Tartarughe Ninja. Sì perché le tartarughe mutanti mangiapizza costituiscono l'emblema principale della negatività dei supereroi nonché della loro pericolosità.
Sappiamo tutti che i supereroi attraggono personaggi dall'elevata pericolosità, basti pensare a Batman. Prima della vestizione di Bruce Wayne e della sua conseguente trasformazione notturna nel Cavaliere Oscuro, Gotham City era attaccata quotidianamente da piccoli criminali. Lo stesso Jocker rubacchiava in giro per i quartieri bui della gotica Gotham. In Batman Begins, prima del "begin", il male peggiore di Gotham City era la malavita organizzata. Sarei curioso di sapere in quale Paese attualmente non si soffre della presenza della mala. Eppure non mi sembra che ci sia bisogno di supereroi mascherati per sconfiggerla, semmai maggiore certezza del diritto, minore omertà, ecc...
Ma torniamo a noi.
Quando Bruce Wayne decise di vestire i panni di Batman, Gotham iniziò ad essere abitata da strani personaggi: il Joker, l'Enigmista, Poison Ivy, Catwoman, Mr. Freeze, Due Facce. Prima dell'apparizione di Batman, questi soggetti non se la sognavano di uscire allo scoperto, piuttosto passavano le loro giornate ad odiare le persone davanti all TV. Normale che appena uno vestito da pipistrello inizia ad ergersi come paladino della giustizia questi si sentono chiamati in causa e decidono di fare i pazzi bloccando il traffico saltando sulle macchine per le strade di Gotham.
Ora che tutti sanno di quanto sia pericoloso Batman per la popolazione Gothamiana, passiamo alle Tartarughe Ninja.
Mentre Batman è stato il trampolino di lancio per tutta una serie di strani personaggi, così come lo sono stati gli X-Men per Magneto, Spiderman per Willem Dafoe ed i Fantastici 4 per Silver Surfer, le Tartarughe Ninja hanno costituito una vera e propria calamita nei confronti dei cattivi.
Chi è dotato di memoria storica ricorderà sicuramente che in una puntata su 3 veniva rapito Splinter, mentre in un'altra veniva rapita April. Addirittura nel film veniva rapito Raffaello. Quindi solo in una puntata su 3, i nostri supereroi potevano dedicarsi a salvare la popolazione mondiale.
In termini economici, possiamo considerare l'azione dei Turtles non efficace.
E' la verità, so che fa male, ma è così.

TELEFONI


La cosa buffa dei film è che anche l'azione più semplice può diventare paradossale e quindi cliché.
Se dico Telefono voi direte "si si è vero.. buffo!" ma avete mai pensato a quanti cliché legati al telefono ci sono?
Andiamo ad analizzarli in un elenco.

Il Saluto Finale
Il più grande classico che tutti concorderete con me è assolutamente quello di NON salutare prima di riattaccare, so bene che sia inflazionato come cliché, ma per onor del vero devo dirlo... d'altronde è come quando Vasco Rossi canta Albachiara, o i gli AC/DC suonano Back in Black, pensate gli piaccia? No, ma è giusto cosi! Quindi si la posizione n° 1 è ovviamente per tutti i personaggi che chiudono le telefonate con frasi aperte.

Il Telefono Rosso
In qualsiasi studio o base segreta, seria e formale, può essere presente un simpatico telefono analogico (della forma che vedete nel poster qui sopra) di colore rosso. E non sarà li per caso, se lo vedete potete aspettarvi che qualcuno di li a breve lo utilizzerà.

La Banda
La ricezione (o il credito) dei telefoni cellulari è inversamente proporzionale alla pericolosità della situazione. State certi che in un momento di pericolo, le cose di cui non dovete fidarvi sono il cellulare e l'avviamento dell'automobile.

Cabine Telefoniche
La cabina telefonica ha sempre una importanza inusuale, infatti mentre nella realtà (ai tempi delle cabine telefoniche) si usava la cabina in situazioni tipo "telefonata dalle vacanze" oppure "telefonata a casa della fidanzatina" e all'evenienza per emergenze, nei film le situazioni sono quasi sempre emergenze, spesso telefonate da/a sconosciuti che ti minacciano e infine per qualche gag esilarante tipo il telefono che butta fuori tutti i gettoni, o un energumeno che tibalta la cabina con il personaggio dentro, etc...
Infine un cliché inflazionatissimo vuole che i telefoni pubblici squillino... e che chi passa li vicino risponda!

I Numeri di Telefono
Tutti sanno sempre tutti i numeri di telefono, la trama di un film quasi mai è rallentata da questo problema che invece affligge molti.
Nei film d'azione il protagonista ganzo o anche il cattivo (vedi post "Il Cattivo) digitano i numeri con coltelli o pistole con estrema precisione.
Il numero desiderato sulla rubrica del telefono cellulare è raggiungibile digitando un solo tasto. Dopo di che la composizione del numero sarà accompagnata da quel suono vintage che avevano i tasti dei telefoni di 20 anni fa.

Il Prefisso
Il prefisso è 555.

Telefoni Negli Uffici
Semplicemente, negli uffici i telefoni squillano SEMPRE e di continuo.

Telefono Nell'Immondizia
Io ora non sono del mestiere, l'agente segreto co.co.co ancora non credo esista, quindi non so quanto questo sia o meno un cliché, ma nei film di spionaggio c'è sempre almeno un telefono al quale viene rimossa sim e batteria e viene gettato nell'immondizia.

Telefonate Troppo Brevi
Il fellone ha sempre l'accortezza, anche inconsapevole, di riattaccare uno/due secondi prima di essere rintracciato. Questa spiacevole ricorrenza viene sottolineata sempre con un cenno di dissenso dell'agente incaricato (riconoscibile per le cuffie) e solitamente da un gesto di ira del protagonista che scaraventa un oggetto (una tazza solitamente) gridando "Maledizione!".
NB a parti invertite il cattivo, non si limiterà a scaraventare la tazza, ma si avventerà sui suoi colleghi dandogli degli incapaci.

Fake Cordless
Per ultima un'altra simpatica chicca, nei film cordless o non cordless avrete comunque un raggio d'azione  pari all'estensione di casa vostra, grazie alle incredibili proprietà del filo che porta la linea dalla presa alla base del telefono, quindi non è inusuale vedere personaggi girare per la casa con la cornetta in una mano e la base nell'altra. Nel film The Snatch c'è una scena/parodia di questo cliché, quando il cugino Avi chiama a Londra il suo amico Henry La Zucca.

GESTI CASUALI


A parte qualche in qualche raro caso, come i film di Quentin Tarantino, tutti i discorsi, i gesti, le casualità sono strettamente legati alla trama del film, nulla succede mai per caso e nulla ha scarsa importanza.
Di conseguenza:
  • se una persona tossisce con buone probabilità è affetta da qualche virus, oppure è terminale;
  • se una persona sbadiglia sicuramente è stata avvelenata o narcotizzata;
  • se una persona non sente e chiede "cosa hai detto?" sicuramente non sentirà o non gli verrà ripetuto il concetto, che ovviamente era di fondamentale importanza e comprometterà il proseguimento della storia;
  • se una persona parla di una cosa, che sembra non avere nulla a che fare con la trama del film, sicuramente questa cosa si verificherà entro la fine (tranne nei film di Tarantino, noto per i discorsi da cazzeggio durante i "tempi morti");
  • se viene trovato un qualsiasi oggetto per caso ovviamente questo sarà la chiave di qualche mistero;
  • se in aereo, per esempio, c'è una piccola turbolenza, dopo un attimo di quiete (nel quale un tizio dice sempre "tranquilli è solo una turbolenza) arriva sicuramente una turbolenza più forte;
  • se squilla un telefono non è contemplato che possa essere un operatore commerciale, uno che ha sbagliato numero (a meno che questa telefonata non sia ai fini della trama), un centralinista dell'Enel per qualche bolletta non pagata o semplicemente qualche amico che chiede "oh come va? che si dice di nuovo?";
  • se suonano alla porta non è possibile che sia qualcuno che passa a trovare il proprietario;
  • la posta può essere il giornale (lanciato da un ragazzo in bicicletta) oppure una lettera importante, qualcosa di serio che scatenerà una serie di eventi, tipo la lettera da un parente sconosciuto. Cataloghi Comet, bollettini parrocchiali, volantini di nuovi locali, calendari di Frate Indovino non sono contemplati;
  • se si gioca alla lotteria/schedina o si vince o si perde una montagna di soldi per colpa di qualche organizzazione mafiosa.


COMPUTERS


Innanzi tutto nel mondo dei film non possono mai convivere due brand di computer contemporaneamente, ogni film ha il suo brand e solo quello. I tre brand che si dividono tutta la cinematografia di Hollywood sono: Sony, Dell e Apple.
La prima è usata per gli apparecchi di scienziati, nei laboratori di un certo livello ma spesso anche per altri devices audio sopratutto, la seconda di solito è la regina degli uffici e infine la mela è utilizzata specialmente da teenagers e professionisti che vogliono fare un po i sostenuti... come nella realtà direi, ma questo è un altro cliché!

Questa però è solo l'apparenza, perché se è vero che in molti film non ci si fa scrupoli a pubblicizzare questi brand, è altrettanto vero che i sistemi operativi e i programmi sono un vero e proprio universo parallelo. Cose come Windows, Lion, Linux etc... sono completamente sconosciute. Ed è cosi che ci troviamo a vedere i protagonisti che chattano e scambiano email con software inesistenti, che fanno ricerche con browser inesistenti, che vedono foto con visualizzatori inesistenti!
Spesso questi "software" non sono altro che delle schermate nere molto vintage in cui il protagonista scrive quello che intende fare con il suo elaboratore e quest'ultimo lo fa.

Altro argomento è la classica scena cosi composta: il personaggio fa una ricerca su persone sconosciute o su vecchi articoli di giornale, solitamente da un internet point o da una biblioteca con le luci verdi e la persona che si indigna per il rumore. Questo cliché mi ha sempre sbalordito, pensavo "WOW! Vedo una persona interessante e la trovo subito sul web...",  questo può accadere in parte solo ora che i social network sono usati da tutti, ma fino a qualche anno fa se cercavi una persona (non una celebrità ovviamente) su un motore di ricerca questo ti rispondeva "ma vedi un po di farti i cavoli tuoi"!
Per quanto riguarda la mitica ricerca degli articoli di giornale (che oltre tutto non sono digitali ma scansioni dei cartacei!!) narranti vecchi fatti di cronaca solitamente nera...che dire... bè provateci!!

Veniamo infine al punto cardine di questo post: le periferiche.
Avete mai notato che il mouse è un oggetto utile quanto andare da McDonald e ordinare le verdurine?
Avete mai notato che quando i movimenti al computer sono sostanzialmente due? Ossia pigiare le lettere a caso a velocità super sonica oppure premere il tasto Invio o Barra Spaziatrice dopo una buona pausa enfatizzante.
Avete mai notato che con un solo tasto della tastiera, in un attimo, si può eliminare tutto il contenuto di un computer senza nessun riavvio o formattazione?
Il top per questa mia idea lo si riscontra nel film S1MONE (che consiglio), in cui Al Pacino ha praticamente una tastiera personalizzata dove invece delle lettere ha delle precise azioni da far fare al suo personaggio artificiale.. e non gli manca neanche un'azione!

DIMMI COME IMPUGNI E TI DIRO' CHI SEI - IL BUONO

L'impugnatura dell'arma è un elemento fondamentale per comprendere la natura del belligerante. Dal modo in cui questi tiene l'arma si potranno capire la sua vita, la sua morte ed i suoi miracoli , soprattutto le prime due. Infatti l'impugnatura, della pistola o del mitra uzi (difficilmente altri mitragliatori o fucili potranno essere impugnati in modo diverso da quello previsto sul libretto delle istruzioni) determina anche il destino di chi la impugna. Per comprendere la sorte che spetterà al pistolero di turno però non basterà la mera interpretazione della suddetta modalità, ma dovrà essere collegata agli altri cliché dei film di azione. Solo al termine di questa analisi esegetica si potrà scoprire chi è il buono, chi è il cattivo e soprattutto che fine faranno.
Detto ciò passiamo in rassegna le diverse impugnature delle armi nei film d'azione americani. In questo post ci occuperemo della categoria de Il buono.


Il buono: questa categoria comprensiva di tutti gli eroi dei film comprende una serie di sottocategorie che includeranno a loro volta delle specificazioni dell'animo buono del personaggio. L'elemento caratterizzante del buono è costituito dalla impugnatura a due mani.

L'impugnatura a due mani infonde sicurezza e precisione. Lo spettatore si sente rassicurato dal personaggio che decide di tenere stretta l'arma con cui salverà il mondo (o il suo conto in banca) evitando qualsiasi tipo di aleatorietà dello sparo, puntando ad una percentuale di probabilità di successo superiore al 90%.


Subcategoria 1 - Il buono esperto: il buono esperto tiene la pistola ovviamente con due mani e lontana il più possibile dalla faccia. Questi tende le braccia alzando l'arma in modo tale da creare un asse immaginario che va dalla punta del suo naso alla sicura della pistola. Sia prima che durante lo sparo le braccia restano nella stessa posizione. Solo dopo un'accurata indagine sullo stato vitale della vittima abbasserà le braccia portando la pistola, sempre tenuta con due mani e con le braccia tese, sul lato destro del corpo.



Subcategoria 2 - L'agente non operativo - L'agente non operativo è un poliziotto che non impugna una pistola dal corso tenuto all'accademia. Ha una leggera riluttanza nel ritenere lo scontro a fuoco come un'alternativa giusta al dibattito orale, ma comprende che in certe occasioni usare le armi è necessario e quindi esordisce con frasi del tipo: "la pistola mi serve". Questi dunque tiene sempre la pistola nella fondina, chiusa con il laccetto di pelle e messa in sicura dal bottoncino clik clak. Quando decide di usarla come extrema ratio scopre di avere un talento innato che lo porta a colpire tutti i suoi nemici in punti vitali. Nonostante un solo colpo gli basti per mandare al Creatore i suoi nemici, decide sempre di svuotare il caricatore contro un solo nemico. Del resto la pistola gli serve solo nel finale del film. L'impugnatura è uguale a quella del buono esperto, con la sola differenza che l'agente non operativo soffre maledettamente gli effetti negativi del rinculo.



Subcategoria 3 - La dolce nonnina - La dolce nonnina, che a prescindere dal nome può essere sia donna che uomo, è un personaggio totalmente avulso dall'uso delle armi. Si trova sempre in situazioni non propriamente auspicabili e riesce ad uscirne grazie ad armi trovate derelictae a terra. Di solito queste sono perse dal loro rapitore mentre rantola a terra dopo essere stato ferito da il buono esperto. Sì perché la dolce nonnina salva sempre il buono esperto, che potrebbe a questo punto sembra non tanto esperto, dato che si fa salvare dalla nonnina, ma bisogna sempre pensare che lui ha ucciso nemici per 119 minuti di pellicola, la dolce nonnina si limita a finire ciò che era stato già iniziato ed eseguito. Ora non stiamo lì a darle tutti i meriti. Ad ogni modo la dolce nonnina tiene la pistola sempre con due mani, ma inspiegabilmente la mantiene ad altezza della pancia. Spara un solo colpo, mortale. La fatalità dell'evento non è determinata dalla precisione della nonnina, ma dal fatto che ci aveva già pensato il buono esperto a fare tutto, lei mette solo la ciliegina, la torta infatti l'ha preparata e infornata il protagonista della subcategoria 1.



L'analisi appena eseguita non coinvolge però i Men In Black, soprattutto J, che lui fa cliché da solo.

PISTOLE

Se si parla di Cliché è normale finire per parlare di cinema made in USA.
Infatti una delle categorie principali di questo blog sarà inevitabilmente il cinema.



Cominciamo con un argomento a caso, ma del quale troverete riscontro in qualsiasi film d'azione: le pistole.
Possiamo analizzarle sotto molti aspetti, ma iniziamo con quello che è il cuore di ogni pistola ossia i proiettili.

Per chi non fosse un belligerante o un amante dell'industria italiana (che per chi non lo sapesse è tra le prime al mondo per produzione di armi... e di qualità!), ogni arma da fuoco ha innanzi tutto un calibro, quest'ultimo solitamente nei film è direttamente proporzionale al fisico del proprietario dell'arma (Es. Arnold Schwarzenegger spesso ha una Desert Eagle). Ma quello che non viene mai considerato è che con l'aumentare del calibro aumenta anche il rinculo e il peso dell'arma, e cosi ci troviamo una Angelina Jolie che regge una Desert Eagle con una mano e spara con la stessa tranquillità con cui io prendo la saliera per condire l'insalata.
E non è tutto! Non contenta di reggere una bambina che senza proiettili pesa la bellezza di 2kg, la sensuale signora Pitt o chi per lei, spara senza mancare un colpo e il suo grazioso braccio non si piega di una virgola, mentre i malcapitati che vengono colpiti fanno i celebri voli di due metri alle loro spalle.
Quindi possiamo appurare che il rinculo c'è ma solo per chi viene colpito e ne troviamo conferma in qualsiasi film dove i protagonisti sono due poliziotti che tra le loro caratteristiche, oltre a essere diametralmente opposti su tutto, hanno la caratteristica di usare uno una pistola automatica e l'altro un enorme revolver di proprietà (non in dotazione alle forze dell'ordine) che quando spara fa volare i nemici come se fossero travolti da un treno.

Passiamo all'argomento successivo, che avrete intuito dal poster qui sopra: la capienza dei caricatori e conseguente durata delle sparatorie.
È risaputo che negli action movies le sparatorie sono infinite, i proiettili sparati sono migliaia e raramente a segno, a meno che non ci sia un protagonista contro tante comparse, in questo caso i colpi (del protagonista) sono tutti a segno.
Ma analizziamo le pistole più utilizzate dai nostri beniamini: - la più celebre di tutte, la Beretta 92, orgoglio italiano che ha caricatori da 10 e da 15 colpi;
- la piccola e altrettanto famosa Glock 17 ha appunto 17 colpi;
- la gigantesca Desert Eagle ne può avere 7/9;
- la tanto amata dai duri 44 Magnum ha 5/6 colpi
Passiamo ai fucili:
- M16 e AK47, ovvero i due rappresentanti delle eterne rivali USA e Russia, che di base hanno 20/30 colpi (il secondo può avere anche il famoso caricatore lungo da terrorista Afgano) ma che li sparano a velocità impressionanti
- il celebre mitra UZI può arrivare a 50 colpi, ma che sparandone 600 al minuto ci mette 5 secondi a terminarli;
- stessa cosa vale per il classico "mitra dei mafiosi"  Thompson (quello col caricatore "a palla" sotto con 100 colpi).

Dopo questo noioso elenco di armi da fuoco mi pare ovvio contestare il fatto che le sparatorie dei film siano sproporzionatamente lunghe, ma se c'è una cosa vera è che quando il protagonista si ritrova faccia a faccia col proprio nemico, nella scena finale, puntualmente si trova senza più munizioni (senza saperlo)... ed è qui che entra in gioco un altro cliché, quello dei combattimenti a mani nude... ma questo è un altro cliché ben farcito... lo analizzeremo in futuro.